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Robot e innovazione per muri in pietra sostenibili
Tecnologia a servizio dell’ambiente
Dietro ogni start-up di successo c’è una buona idea, e RockFarm ne ha diverse. L’azienda berlinese realizza muri in pietra naturale sostenibili, utilizzando roccia lavica che cattura CO₂, e affidando la costruzione a un cobot Yaskawa HC10DTP.
Quando il Dott. Tobias Brett ha fondato l’azienda all’inizio del 2020, dopo anni di esperienza nel settore, aveva già un obiettivo ambizioso: “Volevamo contrastare il crescente problema climatico globale con una soluzione scalabile”. Grazie alla sua expertise in digitalizzazione e automazione, Brett sapeva che questa soluzione sarebbe stata altamente tecnologica. Oggi, quell’idea è diventata realtà.
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Requisiti e scelta del robot
Oltre all’innovativa degradazione accelerata delle rocce, RockFarm ha riscosso successo anche grazie a un altro elemento distintivo: i muri di contenimento, alcuni lunghi centinaia di metri, non vengono costruiti manualmente, ma con un’automazione robotizzata.
Il team, guidato da Tobias Brett, aveva già acquisito competenze nella costruzione di muri in pietra naturale tradizionali, combinando efficienza dei costi e massima qualità di finitura. Tuttavia, la progettazione delle periferiche del robot richiedeva competenze specifiche per rispettare i tempi di costruzione: era necessario uno strumento multifunzionale in grado di svolgere tre attività diverse contemporaneamente. La soluzione è stata sviluppata internamente, con tecnologie di stampa 3D.
La scelta del robot non è stata meno complessa: la movimentazione automatizzata di materiali naturali può infatti causare interruzioni e richiedere l’intervento degli addetti, perciò serviva un cobot sicuro per la collaborazione uomo-macchina (HRC).
Perché l’HC10DTP
Molti cobot erano inizialmente disponibili sul mercato, ma presentavano limiti per l’uso esterno. Come ricorda Brett: “Il lavoro si svolge all’aperto, pertanto il robot deve essere adatto a lavorare in presenza di polvere e pioggia”. La soluzione cadde dunque sull’HC10DTP di Yaskawa: capacità di carico 10 kg e protezione IP67. Un altro punto cruciale a favore del modello: il cavo di alimentazione eccezionalmente lungo che collega il controllo e il manipolatore fino a 30 metri.
“Siamo stati molto soddisfatti quando Yaskawa ci ha proposto questa variante”, afferma Brett. Grazie a questa soluzione, il controller può essere fissato saldamente su un carrello e alimentare l’intero sistema dalla rete elettrica, mentre il robot si muove liberamente su una slitta. In alternativa, sarebbe stato necessario spostare il controller insieme al robot e utilizzare una batteria aggiuntiva.
Anche la programmazione e l’assemblaggio hanno convinto i tecnici di RockFarm. Come gli altri cobot della serie DTP, l’HC10DTP è dotato di pratici pulsanti di controllo sul polso, che semplificano l’apprendimento manuale del robot evitando di confermare ogni posizione sul pannello. La serie dispone inoltre di una flangia di adattamento standardizzata, che permette di collegare facilmente periferiche e robot in modo meccanico.
Un ulteriore vantaggio, secondo Brett, è la disposizione interna dei cavi e dei supporti all’interno del braccio, con uno sbraccio di oltre 1,3 metri. L’installazione interna evita interferenze, protegge i componenti e garantisce robustezza e affidabilità durante il funzionamento.
Risultati e prospettive
RockFarm guarda sempre a traguardi ambiziosi. Brett paragona la costruzione dei muri in roccia alla Grande Muraglia cinese: un soldato cinese riusciva a realizzare circa 3 metri al mese, mentre oggi un muratore manuale costruisce circa 1 metro al giorno. Con l’automazione robotica, i tempi cambiano radicalmente: il robot può erigere oltre 10 metri di muro al giorno, a seconda del terreno.
L’HC10DTP ha dimostrato più volte la sua affidabilità, anche sotto la pioggia, e oggi è il modello standard di RockFarm. Oltre a garantire qualità e precisione, il robot attira l’attenzione di clienti e investitori. Grazie al franchising, il concept RockFarm sarà esteso anche a giardinieri e paesaggisti, assicurando sempre risultati costanti e professionali.
Il futuro dell’azienda punta a pareti più alte, utili per lo stoccaggio di CO₂, la protezione di impianti solari o come barriere antirumore lungo le strade. Con l’HC20DTP, dotato di sbraccio fino a 1,9 metri e capacità di carico di 20 kg, questi progetti diventano realizzabili senza difficoltà. E grazie alla presenza globale di Yaskawa Motoman, la soluzione RockFarm è facilmente scalabile anche a livello internazionale.
Author:
Dr.-Ing. Christopher Schneider (Cobot Business Coordinator),
YASKAWA Europe GmbH – Robotics Division, Allershausen